Scottature al sole: come prevenirle
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Siete pronti per l’ingresso in spiaggia?Siete certi che non vi ritroverete a cercare una farmacia di domenica o nel cuore della notte in cerca di un rimedio in grado di lenire scottature, eritemi o pozioni in grado di mimetizzare i danni causati da una cattiva esposizione al sole?
A volte pensiamo di essere informati su tutto ma poi ci accorgiamo che così non è, se invece doveste essere preparati sull’argomento da 10 e lode…beh…vorrà dire che ne avrete approfittato per fare un piccolo ripasso insieme a noi.
Occorre rispettare i tempi di esposizione, proteggere la pelle in base al proprio fototipo, spalmare la crema protettiva dopo ogni bagno (anche se si tratta di lozioni resistenti all’acqua), non fare uso di flaconi già aperti acquistati la scorsa stagione. Se proprio a fine estate non si vuole buttare via un flacone quasi pieno lo si potrà utilizzare come crema idratante e fissatore dell’abbronzatura.
I filtri solari non compromettono l’abbronzatura ma la rendono graduale e quindi maggiormente sicura. La protezione rallenta la produzione di melanina e quindi lo scurimento del colorito ma in compenso evita che i raggi UV ci arrechino danni quali invecchiamento, ustioni. Ricordatevi di stendere la crema qualche centimetro sotto il costume in modo da evitare quelle dolorose ed antiestetiche strisce rosse nei punti cruciali (tra i seni, glutei, ecc). Il costume si sposta senza che noi ce ne accorgiamo ed esponiamo al sole parti in cui non avevamo spalmato la protezione e…il danno è fatto!
Il sole scotta sempre sia in montagna che al mare, non è vero che in un luogo ci si abbronza di più e nell’altro meno ma è pur vero che se si sceglie di stendersi sulla sabbia o di fare il bagno nell’acqua cristallina dei caraibi avremo più possibilità di abbronzarci di quando avremo fatto il bagno nel lago o di quando ci saremo stesi su di un prato che assorbono, invece, i raggi solari.
Talvolta alcune persone hanno difficoltà ad abbronzare le gambe, ciò è dovuto ad una differente concentrazione di melanina nel corpo. Solitamente infatti viso e pancia sono le prime zone che si abbronzano. In ogni caso ogni fototipo ha un livello massimo di abbronzaturache può raggiungere e oltre il quale non è possibile andare quindi è tutta questione di tempo ma il colorito arriverà.
Può succedere che dopo le prime esposizioni al sole ci si abbronzi a strisce o soltanto in alcune zone del corpo, ciò accade perchè il colorito si evidenzia solo lì dove la melanina è stata stimolata quindi non è detto che il colorito sia uniforme, sta a noi fare in modo che ciò avvenga. E’ certo che se ci mettiamo tutto il giorno a pancia in sù i lati, l’interno delle gambe ed il lato B rimarranno bianchi.
I più pigri saranno felici di sapere che comunque è falsa la credenza secondo la quale “se si fa sport ci si abbronza di più”. Ciò che può contribuire alla tintarella non è tanto il movimento quanto il luogo in cui lo si fa. Ci si abbronza di più in acqua a fare surf o sulla battigia a giocare a racchette piuttosto che giocare a bocce all’ombra delle cabine.
Va molto di moda da moltissimi anni prendere il sole in topless,ci premericordare che si tratta di una zona molto delicata, spesso coperta quindi non abituata a produrre melanina, sarebbe giusto proteggere la zona opportunamente magari stendendo un velo di protezione per bambini o specifica per quella zona (in commercio ce ne sono diverse).
Una zona che spesso viene sottovalutata è la pianta dei piedi. ATTENZIONE!!!! Se ci si sdraia a pancia in giù si rischia di non potersi più mettere in piedi o di camminare a fatica. Anche la monta del piede si ustiona. Spalmare quindi crema anche sui piedi e per chiè solito andare in barca…ricordatevi di ripulire i piedi dallacrema se passeggiate dopo la tintarella, rischiate di prendere un bello scivolone.