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Ott
24

LA CELIACHIA

Posted by admin in Consigli Benessere

LA CELIACHIA

Celiachia La celiachia è una fase necessaria della digestione attivata dall’ingerimento della proteina glutine, questa proteina si può trovare in tutti quei cibi contenente frumento, orzo, segale, avena quali il pane, la pasta, i biscotti, la pizza, ecc…Quando una persona celiaca ingerisce alimenti contenenti glutine, l’intestino tenue ha una reazione immunitaria in quanto si danneggia e non riesce ad assorbire certi nutrienti dal cibo.
L’intestino tenue è un condotto di circa 35 mm di diametro e di 5 m di lunghezza che va dal duodeno al colon. E’ la parte basilare dell’assorbimento delle sostanze nutritive nel circolo sanguigno. Un assorbimento inadeguato di nutrimenti può causare deficienze vitaminiche che possono portare tante gravi malattie legate al cervello, sistema nervoso, ossa, fegato e altri organi di nutrimenti. Specialmente nei bambini questo può essere ancora più grave, essi hanno infatti bisogno di una nutrizione adeguata allo sviluppo e alla crescita.
Alcune teorie forniscono lo spunto per una migliore conoscenza delle sue cause e di come trattarla, sembra infatti che essa si sia manifestata nell’uomo quando quest’ultimo passò da una dieta a base di carne e frutta secca ad una a base di grassi ad alto contenuto proteico come il grano.

Sintomi

Non si trovano sintomi specifici della celiachia. La maggior parte delle persone affette hanno avuto, prima della scoperta, problemi indefiniti come una diarrea a intervalli, dolori addominali o magari non si è manifestato alcun problema gastrointestinale. I sintomi possono simulare quelli di altre malattie quale colon irritabile, ulcere gastriche, morbo di Crohn, infezioni parassitarie, anemia, disordini della pelle o disturbi nervosi.
La celiachia si può manifestare anche con cambiamenti dell’atteggiamento, chi ne soffre potrebbe diventare irritabile, depresso, avere disturbi allo stomaco, dolori alle giunture, crampi muscolari, eczemi cutanei, ferite alla bocca, disordini ai denti o alle ossa e movimenti delle gambe e dei piedi (neuropatia).
Alcuni indizi di cattivo assorbimento derivante dalla celiachia possono essere:
• Perdita di peso
• Diarrea
• Crampi addominali, flatulenza
• Debolezza generale
• Feci maleodoranti o grigiastre che sembrano grasse o oleose.
• Difficoltà di crescita (nei bambini)

Cause
Le cause esatte della celiachia sono sconosciute. Quello che si sa per certo è che si tratta di un difetto ereditario. Se un individuo ce l’ha, normalmente si manifesta anche nel 10 % dei parenti prossimi. Può verificarsi a qualsiasi età, anche se solitamente i sintomi non appaiono finché il glutine è introdotto nella dieta.
Spesso, per motivi non molto chiari, questa malattia si manifesta dopo alcune forme di trauma: ad esempio infezioni, maternità, forte stress, danni fisici o operazioni chirurgiche. Partendo dal presupposto che chiunque può essere affetto dalla celiachia, essa tende comunque ad essere più comune in persone che già soffrono di disturbi autoimmuni.

Diagnosi
Effettuate dei controlli se qualcuno nella famiglia ha la celiachia. Si potranno evitare così le complicazioni derivanti dalla mancata cura della malattia. Chi è affetto da questo disturbo ha un livello di anticorpi maggiori del normale, un’analisi del sangue può, ad esempio, aiutare a fare una diagnosi. Un successivo metodo per confermare l’esame è la biopsia, cioè prendere una piccola porzione di tessuto intestinale cercandone un eventuale danneggiamento. Il tessuto è ottenuto da una endoscopia, ovvero l’inserimento di un sottile e lungo tubo attraverso bocca, esofago e stomaco, fino all’intestino, dove asporta un campione di tessuto.

Complicazioni
Dipendentemente da quando la malattia viene scoperta e dal livello di danneggiamento dell’intestino causato dall’ingerimento del glutine, anche la digestione di cibi che non lo contengono potrà risultare in dolore addominale e diarrea. Alcune persone affette da celiachia non sono in condizione, ad esempio, di tollerare lo zucchero presente nel latte (lattosio) che si trova nei prodotti caseari, vincolo chiamato intolleranza al lattosio. In questo caso, bisogna eliminare il cibo e le bevande che contengono lattosio così come quelli che contengono glutine. Una volta che l’ intestino è guarito, si sarà in grado di digerire nuovamente i prodotti caseari. E’ da considerare che in alcuni casi, intolleranza al glutine e al lattosio, vanno di pari passo, in questo caso bisognerà eliminare definitivamente tutti gli alimenti che contengono entrambe le sostanze.
Se non viene trattata nel modo adatto, la celiachia può portare a malnutrizione e nelle peggiore delle ipotesi anche alla morte. I nutrimenti necessari sono buttati via attraverso le feci piuttosto che assimilati nel flusso sanguigno, questo provoca una deficienza di vitamine A, B12, D, E, K e acido folico. Con le perdite continue di grassi attraverso le feci, anche il calcio può essere perso in quantità enormi, portando ad altre due inconvenienti: un certo tipo di calcoli renali (calcoli di ossalato di calcio) e una malattia delle ossa chiamata osteomalacia, a causa della quale le ossa diventano molli. Nei bambini, ovviamente, la malnutrizione può causare problemi di crescita ritardandone il loro sviluppo. Altri inconvenienti a lungo termine includono anemia, osteoporosi e neuropatie periferiche, così come risulta più alta la probabilità di sviluppare una delle tante forme di cancro, specialmente il linfoma intestinale.

Terapia
La celiachia non ha cure, l’unico odo efficace è il cambiamento radicale della dieta . Rimuovendo il glutine dalla dieta, le irritazioni dell’intestino tenue cominceranno a terminare entro alcune settimane. Dipendentemente dai casi, all’inizio potrebbe essere necessario prendere integratori vitaminici e minerali (dietro prescrizione medica) per aiutare a eliminare le deficienze alimentari. La guarigione si verifica in parecchi mesi nei più giovani e in 2 o 3 anni nei soggetti più anziani.
Per trattare la malattia è fondamentale evitare ogni alimento contenente glutine. Questo significa tutti i cibi o ingredienti derivati dalla maggior parte dei grani, frumento, orzo, segale e avena.
I cibi tollerabili in una dieta senza glutine sono:
Carne, pesce (non impanato)
La maggior parte dei latticini
Frutta (anche secca, ad esempio le castagne)
Verdura
Legumi
Riso
Mais
Miglio
Soia e tapioca
Patate

La maggior parte dei cibi a base di cereali includono il glutine assolutamente da evitare sono:
• pane
• Cereali
• Crackers
• Pasta
• Biscotti
• Torte
• Sughi
• Salse

L’ingerimento accidentalmente (o non) di un cibo a base di glutine, può causare dolori addominali e diarrea. Piccole tracce di glutine in una dieta potrebbero non procurare sintomi visibili ma nonostante questo, creare dei danni. Pertanto è assolutamente sconsigliato alternare una dieta senza glutine ad una normale. Circa il 95% delle persone affette da celiachia che seguono un regime alimentare senza glutine hanno un recupero totale.
Spesso la principale difficoltà sta nel capire dall’etichetta se il prodotto è privo o meno di glutine. Dato che non tutti siamo esperti, vi vogliamo aiutare elencando i termini più difficili che, non essendo ben conosciuti, potrebbero trarre in inganno:
• lecitina: è un fosfolipide, un composto complesso che deriva dai grassi. Nell’industria alimentare è adottata maggiormente quella derivante dalla soia e dall’uovo, che quindi non contengono glutine.
• miso: deriva dalla soia ma è proibito perché creato dalla lievitazione di semi di soia miscelati ad altri cereali (ad esempio riso o orzo).
• salsa di soia: è vietata perché comunemente contiene glutine.
• maltitolo: dolcificante originato da mais. Non contiene glutine.
• maltodestrine: zuccheri tratti da mais, patate, riso o altri cereali senza glutine, ma anche dal frumento. Quelle da frumento sono usate raramente ed comunque non hanno tracce di glutine.
• aspartame: è un dolcificante sintetico ed è permesso ai celiaci se “puro”. Nel “Prontuario dei prodotti senza glutine in commercio”, edito dall’AIC (Associazione Italiana Celiachia), sono pubblicati alcuni prodotti che contengono anche aspartame (come yogurt e caramelle).
• glutammato: è un sale dell’acido glutammico aggiunto nell’amalgama di preparati per brodo, salse, condimenti vari in quanto esalta il sapore. Non contiene glutine. In ogni caso, oltre al glutammato, nei preparati per brodo sono presenti estratti di carne, grassi idrogenati, aromi e verdure (possono esserci proteine vegetali derivanti da cereali, pertanto glutine). E’ necessario attenersi al prontuario.
• amido e amido modificato: il solo amido proibito è quello di frumento, perché contiene glutine.
• lievito: il lievito chimico è a base di bicarbonato di ammonio e tartrato di potassio e non comprende glutine purché non unito con amido (è necessario interpellare il prontuario). Il lievito di birra fresco o secco non implica problemi per i celiaci. Differente è la combinazione di lieviti in cui si presenti la scritta “naturale”, o lievito madre, o lievito acido: indica che sono maturati su un substrato nutrizionale di cui bisogna apprendere l’origine. Ancora una volta, l’ancora di salvezza è il prontuario.
• cremor tartaro: può essere chimico oppure naturale, ottenuto dall’uva o dal vino. Non contiene glutine.
• proteine vegetali: prodotti di origine vegetale derivanti da cereali o legumi. Anche il glutine è una proteina vegetale quindi, se il prodotto non è presente nel prontuario, ne sconsigliamo il consumo.
• zucchero a velo: la legislazione vigente prevede che si possa aggiungere amido di frumento e/o di mais.

Sul sito dell’AIC (Associazione Italiana Celiachia: www.celiachia.it ) si trova un elenco dettagliato dei cibi consigliati, da evitare e da consumare con moderazione, oltre a tutta una serie di ricette che possono esservi davvero utili. E’ presente altre all’elenco dei prodotti dietetici in commercio, l’elenco dei ristoranti (separati per regione) che mettono a disposizione anche un menù senza glutine e l’elenco delle segreterie regionali dell’Associazione a cui potersi indirizzare per informazioni più specifiche.

Le novità dalla ricerca
Un nuovo studio condotto in Svezia ha valutato se l’allattamento e le modalità di inserimento del glutine nel regime dietetico dei bambini influiscano sul rischio di intolleranza (celiachia). La conclusione è stata che i bambini con più di 2 anni che erano ancora allattati quando hanno iniziato ad prendere glutine mostravano un rischio di celiachia minore. Questi effetti sono risultati ancora più chiari negli infanti che hanno continuato ad essere allattati anche dopo l’ingerimento del glutine. Il rischio ha avuto esito maggiore quando il glutine è stato immesso nella dieta in abbondante quantità, che non in dosi basse o medie, mentre nei bambini di età maggiore questo agente di rischio non ha avuto alcuna o una minore importanza. Sembra quindi che l’introduzione graduale di alimenti a base di glutine nella dieta durante il periodo dell’allattamento diminuisca il rischio di celiachia nei bambini più piccoli e che probabilmente agisca anche nelle fasi seguenti dell’infanzia.
Vi riportiamo alcuni consigli e alcune ricette forniteci dai nostri lettori, se voleste aggiungere o apportare il vostro contributo, in campo abbastanza delicato quale quello della celiachia utilizzate pure la sezione dedicata ai commenti presente nel nostro post.

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